Tre settimane, io e mio marito, soprannominato “austroungarico”, a disposizione per attraversare da sud a nord il Vietnam, con una deviazione di qualche giorno in Cambogia nei templi di Angkor e un tuffo nel mare thailandese all’isola vietnamita di Phu quoc, alla fine della stagione delle piogge, con temperature vicine ai 30° ed una umidità alle stelle.
2000 km circa da percorrere liberamente con lonely planet in tasca, una piccola valigia e tutta l’attrezzatura fotografica in spalle.
L’emozione di questo bellissimo viaggio è ancora tanta, nonostante io sia a casa a scrivere questa specie di blog.
Eh! Ci vuole coraggio… ad attraversare!!!!
Mi nascondo dietro all’austroungarico, chiudo gli occhi, incrocio le dita e… via!
Comunque, dopo qualche giorno, si impara il trucco: decisi e mai fermarsi, loro ti evitano!


Saigon brulica di vita, strombazzano, corrono, trasportano tutto e tutti, siedono, ridono; gli acquazzoni sono una rinfrescata e non fermano nessuno; basta smetta ed il bagnato che hai addosso è il sudore per il caldo.
Vedere la bandiera rossa con la falce e il martello esposta in tante case e palazzi mi ha lasciata di stucco.. non so cosa pensare. Credevo fosse solo nei film.
Saigon, nonostante ribattezzata Ho Chi Minh alla fine della guerra e con la cacciata degli americani, per i vietnamiti resta sempre Saigon e così continuano a chiamarla; e per me è un nome bellissimo, musicale, sensuale.
Vado in giro con migliaia di Dong, mi sembra di maneggiare carta grossa ma poi sono solo pochi euro. Parlo io stavolta inglese, ci capiamo bene fra scarsi intenditori, sembriamo tutti usciti dallo “Speak english now!” studiato in internet… l’austroungarico è di livello alto e non lo capisce nessuno.
Mi ero ripromessa che qui avrei smesso di fumare ma niente di più bello che farsi una sigarettina seduta in questi ristorantini, lontani dai nostri modelli ma molto accoglienti… smetterò!
Respiro aria diversa e sorrido, ma per ora la mascherina non la metto anche se qui la indossano quasi tutti e non solo per non respirare gas di scarico ma anche per non riempirsi di polvere e terra sollevata dalle migliaia di motorini che invadono le strade della città.
Se il lavoro nobilita l’uomo, il Vietnam ne è uno spaccato; qui tutti fanno qualcosa.




Ho capito che il modo migliore per affrontare i viaggi sul bus è:
E dopo ore e ore, se sei ancora vivo, scendi sereno… solo lo stomaco,un po’ in disordine



Non avrebbero mai potuto perdere la guerra, resistere per anni in quei tunnel, lunghissimi tunnel alti 1,20 mt e larghi 80 cm, tre piani di tunnel fino ad una profondità di 10 mt. Sono nati bambini in quei tunnel; resistenza in nome della libertà; no, non avrebbero mai potuto perdere la guerra.
Non ho foto decenti, non ho resistito più di qualche minuto, lì sotto

I tunnel dei vietcong hanno condizionato il futuro edile per me.

Questa costruzione è un palazzo a più piani.
Ogni piano una casa
La larghezza sarà 2,5 metri
La maggior parte della gente di Saigon però, vive in garage stretti e lunghi; e l’inizio è dedicato alla loro piccola attività artigianale… aprendo le saracinesche, alle prime luci dell’alba
Saigon, oh Saigon
Bisognerebbe fermarsi 3 mesi solo da lei ma i 1700 km da percorrere prima del rientro, fan sì che per adesso le dica Ciao
L’immenso Mekong, un fiume enorme lungo circa 4000 km, uno dei maggiori in Asia. Ci vivono sul Mekong e le sue rive sono piene di baracche abitate.
E noi ci andiamo in un giorno di pioggia… siamo o non siamo nel periodo monsonico? 🙂




Veri e propri negozietti su ogni battello, le piccole barche si avvicinano per vendere i propri prodotti

Negozio di abbigliamento


Le donne vietnamite?
Hanno il senso della compostezza, riservatezza, discrezione, gentilezza che manca all’80 per cento delle occidentali… me compresa.
Gli uomini? Fatico ancora a farmi un’idea.. ma del resto, ho sempre faticato.
Qui ore dieci monsone in azione!


e poi ci sono anche le alternative

Io sono acqua.

Ganh Dau, un paesino di pescatori, mi ha lasciata con l’amaro in bocca. Paesaggio da fiabe dei pirati, quelli buoni, con colori pastello che sembrano scelti e studiati su di una tavolozza.
Una semplice via in riva al mare piena di baracche di latta aperte con il nulla dentro, anzi l’acqua della pioggia ed un’amaca.
Gli abitanti vendono pesce che neanche nei migliori ristoranti.
La macchina fotografica non “interessa” a nessuno, pericolo non ne sento, ma è da quando sono qui in vietnam che non ne sento, in qualunque ora del giorno e della notte; qualcuno con timidezza chiede uno scatto per non vederlo mai più, altri con gentilezza dicono di non farne, nessun tentativo di venderti oggetti, un signore offre del the che a malincuore siamo costretti a rifiutare per questione igienica.
Povertà in un paradiso, dove a pochi chilometri incontri resort faraonici e discariche a cielo aperto.
E io ho l’amaro in bocca.




Stati d’animo post paesino di pescatori
Austroungarico: “giornata intensa oggi, anche il tuo urlo finale, quasi liberatorio..”
In moto:
Io- rallenta che scatto una foto
Non rallenta
Io – Gentile grazie
Lui – Ma insomma cosa pretendi ecc.. ecc…
Io – Va bene basta finiscila
Lui – Se mi urli ancora una volta nelle orecchie ti pianto la moto e te ne torni da sola
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
mio boato in mezzo al nulla
Lui sbalordito, anche io pensandoci: scusatela non è a posto ( rivolto a nessuno)
Qualche km in là, scoppio a ridere, lui anche
Chi volesse una bandiera si prenoti qui sotto!
Ps: sapete che fine hanno fatto le divise vietcong? Le indossano i lavoratori: stradini, carpentieri, muratori ecc.. pure il caschetto
Qui ore 9am, si torna a Saigon!

Contrattazione lunga al mercato di Ben Tanh – Saigon.
La tecnica adottata è
Stabilisco quanto sono disposta a spendere per l’oggetto e non lo dichiaro, poi comincia la contrattazione che dovrebbe accontentare un po’ tutti e due, ed inizia il cinema, l’animo furbo e brillante delle donne vietnamite si mostra, ed a rendere la cosa comica è il nostro inglese elementare ma molto chiaro.
L’austroungarico fa la parte dell’insofferente ed al mio segnale segreto dice stop finito, oltre non si va.
O la va o la spacca
Tre ore per 4 cosine, sudando…
E’ stato divertente!



Stato molto povero, con una storia terribile alle spalle , verdissimo
La Cambogia mi pare un contrasto continuo, passi da situazioni simili a Rimini ( centro Siem Reap) ai tempi passati, dove si vive su palafitte di paglia e si alleva o si coltiva.
PS: pensavo di finire nel centro della spiritualità, invece mi ritrovo in un pub a mangiare hamburger con bassi della musica house che pompano nelle mie orecchie
Strano il mondo!





Donne al lavoro

Pensavo di arrivare ad Angkor e ricvevere una folgorazione spiritual-buddista ed invece niente, mi tocca rimanere atea. Businessman in ogni angolo
Non sono riuscita neanche a sentirmi ispirata fotograficamente.. per quanto maestose, la butto sempre sul lato umano e non geometrico edilizio e quindi penso: ma chissà quanta gente è morta per costruire questa immensità…
Conclusione: me la rovino..la gita
E’ da quando sono arrivata che non vedo che turisti occidentali, sono tutti qui
Insomma vorrei scappare..
Ho chiesto al touk touk autista se fosse possibile visitare un villaggio cambogiano, mi ha proposto il giro turistico usi e costumi khmer, un po’ come andare a minitalia.
…qui si paga solo in dollari e pensano che siamo tutti americani, solo io e lui potevamo cambiare in real ed è un “casino” tutte le volte, anche solo per una bottiglietta d’acqua
No, non è così che voglio continuare questo viaggio… e l’austroungarico è d’accordo
Come in google maps: ricalcolo del percorso
Aldilà di ciò che penso io, questo è un posto unico al mondo







Villa di testa con giardino affittasi… 🙂

Un cult
Piatto tipico Khmer
(scatto cell)
Li assaggereste? Qualche zampetta si incastra fra i denti

I monsoni ormai ci fanno un “baffo” (non li temiamo), come si dice dalle mie parti! E arrivano sempre al tramonto…


Qualcuno mi chiedeva bellezze al maschile…
E ci sono, non tantissime…! Il problema sta nell’altezza


A caccia di rane e non solo…





E invece delle rane trova….






Abituata alle fabbriche, al grigio, alle nebbie, al ronzio metallico di sottofondo, qui ogni senso ha bisogno di riaggiornarsi e tutto si accende fino alla punta dell’alluce



Ed anche le persone sembrano provenire da altri tempi





Ore 21 Siem Reap – Saigon, circa 500 km, tempo previsto 12 ore
Il bus notturno su cui stiamo viaggiando è proprio da zaino in spalla e 4 soldi in tasca… pieno di giovani giramondo, riesco a stendermi nei “letti” ma ho buchi d’aria sotto la schiena e bocchettoni spara aria sopra il naso impossibili da chiudere, per fortuna avevo il nastro isolante con me.. Chissà poi perché l’ho messo in valigia???
Ma, perché c’è sempre un ma… se chiudo il bocchettone muoio di caldo in questi loculi…
E se ti capitano i posti downstairs… so cazzi.
Sento l’inglese giovanile e tanti odori a partire da quello del motore, la copertina in dotazione potrebbe essere quella che uso per il mio cane ma almeno ci copro il buco sotto la schiena.
C’è solo una uscita, se ribaltassimo ( pensando a come guidano) diventerebbe un “carnaio”.
Potresti trovare come compagno di letto un qualunque sconosciuto appiccicato a te, beh io ho l’austroungarico che mi ricorda: l’aereo non era meglio? Forse sì ma ormai.
Fra dieci ore saremo arrivati, mi faccio gli auguri e spero di dormire.
Ore 11: siamo sopravvissuti ma non lo rifarei più, finalmente respiro aria dei tubi di scappamento dei motorini di Saigon, giuro è un piacere.
14 ore per 450 km, le strade sono quelle che sono, i monsoni anche.


Ogni stato ha la sua bella Napoli…
Ti auguro ogni bene SAIGON!




Voli interni comodissimi e costano tanto quanto il bus.
Hoi an, il paesino delle lanterne, sorge sul fiume thu bon ad un passo dall’oceano pacifico (mare cinese)
Se fossero gli ultimi giorni spenderei tutti i soldi qui; artigiani, sarti che ti confezionano su misura quello che vuoi.
E’ paragonata a Venezia, anche per il suo romanticismo, beh in effetti qui il tasso di donne gravide è elevato!
Alla ricerca delle donne nelle risaie, attenderò il tramonto.
…ho trovato tutt’altro




Il barbiere e non solo




Alberghi da 20 euro a notte in due, puliti, ed alcune stanze sono più grandi di un monolocale in centro a Milano. Colazione compresa. Grande anche quella. Questo è lo standard.
Mobili di legno massiccio, pesanti come il legno massiccio. Senza le tarme che sono innamorate di questo legno. Ti forniscono di tutto, dalle ciabattine allo spazzolino da denti, con il dentifricio.
Hall immense e ti sembra di entrare in un salone di convegni farmaceutici o raduni di joghisti.
In ogni angolo del Vietnam ti puoi collegare ad una rete wi fi, la password è sempre la stessa: 12345678 o il nome del posto in cui sei.
Ti aiutano ad organizzarti il tempo e ti danno consigli di ogni genere e noi, infatti, anche se qui in Vietnam spostarsi con gli aerei è più economico dell’unico treno che, con calma lo attraversa,
abbiamo deciso per il treno.
14 ore per arrivare ad Hanoi ma ci dormiamo e ci godiamo il paesaggio.
Stavolta però in prima classe.

Qui il riso abbonda!
Io: pessimo scatto cell

Ho visto situazioni che non sono riuscita a fermare con la macchina fotografica.
La donna anziana seduta a terra davanti a casa che si pettina i lunghi capelli grigi, una casa famiglia brulicante di bimbi di tutto il quartiere, una bellissima donna preparare la malta in un cantiere, lo stradino sotto il sole cocente con la divisa vietcong ed il viso segnato dagli anni e dal sole e tanto altro..
Restino nella memoria e se me ne scorderò per qualche patologia, scritti da qualche parte.

Chiudo gli occhi e mi torna in mente lo sguardo con tanta storia scritta di quel signore che la guerra in vietnam l’ha sicuramente vista, da qualunque parte fosse seduto






DA Nang, altra “cittadona” del Vietnam, sembra una megatropoli futuristica illuminatissima, è tutto gigantesco: grattacieli, ponti, strade, dragoni, hotel.
Mancano le macchine volanti e Luke di star wars, ci starebbero a pennello.
Poi, arriviamo alla stazione e mi sembra quella di Iseo, paesino della Franciacorta.
Sullo sfondo Da Nang
e la sua stazione…


Nel vedere le cuccette di “prima classe” mi è venuta una crisi di riso da lacrimare, la copertina del bus in Cambogia si è teletrasportata sul treno locale… ormai però io e l’austroungarico ci stiamo facendo il callo e come in un sogno ci lasceremo travolgere da fantasie sull’orientexpress, in un libro di Aghata Christie rivisitato.
Rido ancora “fes” e sto bene ed anche lui ride.
Qui ore 23,47
Buonanotte
767 km su di un treno locale, primo vagone ( confuso per prima classe), vista oceano… vieni alba…



Hanoi ore 18
Austroungarico: te! lonely planet! Io mi fermo qui a bere un birra, tu gironzola e cerca un albergo… sotto la pioggia, che a me scappa da ridere!
Io: Eh sì, that’s amore!
L’austroungarico e la birra Ha Noi: scatto cell

A me pare che qui, ora Hanoi, ognuno faccia un po’ quel che vuole , i negozi non hanno orari, gli ambulanti che sembrano vucumprà, girano dove vogliono e nessuno li disturba o li maltratta, accattonaggio inesistente, situazioni di pericolo nessuna ed i motorini sono uno spaccato della non regola ( su di loro potrei fare un reportage approfondito) però il casco lo portano tutti.. o quasi, tranne i bambini.
Forze dell’ordine pochissime
Insomma come sistema comunista mi sembra apparentemente molto libero.
E stasera che è Halloween la città è delirante in ogni angolo
Ha voglia di festa





Comunque con le mie calzine, la gonnella e la maglina ero figa e comodissima, i vietnamiti non capiscono una “cippa” di look nostrano!
Qui ore18: old quartier ci aspetta, la street food anche, fame!




Devo scegliere… Sapa o Halong Bay… io tiro la monetina
A che pro
Io mi sto convincendo sempre più che nessuna guerra serva mai a qualcosa, neanche quella per l’autodeterminazione dei popoli, neanche quella del Che Guevara.
Anche se la vinci le situazioni non cambiano se guardi a lungo termine. Muore solo tantissima gente e ti strozzeranno comunque in altro modo.
E’ stato commovente entrare nel museo delle donne vietnamite, angosciante il museo delle carceri, nobili gli ideali.
Ma le costruzioni selvagge di qualche lobby imperialista, spuntano in ogni angolo, gli scempi di posti incontaminati per resort turistici, idem, le favelas tipo america latina ci sono, le cure sanitarie sono in parte a pagamento e da quel che ho capito costose per gli abitanti, l’inquinamento è altissimo e magari sei la discarica di qualche stato vicino più ricco.
Insomma la soluzione per un mondo migliore non ha per strada maestra la difesa del diritto attraverso le armi, non c’è guerra che sia giusta, ti ci obbligano e la fai.
Ci vuole coscienza collettiva e regole universali a cui i governi devono sottostare.. insomma una grande costituzione mondiale assolutamente da rispettare.
Conclusione: pura utopia
Ci saranno sempre gli sfruttati e gli sfruttatori
Avrò scritto cazzate, pazienza effetto Vietnam
Concedetemelo
I vietnamiti ci hanno creduto ed ora vanno avanti comunque per la loro strada, difficile; determinati ed instancabili, non mi sembra proprio invidino il modello occidentale, noi semplicemente portiamo soldi come turisti. Finisce qui e fanno benissimo.



Kayak nella baia di Halong al tramonto… pace assoluta…


Con una gonna, tre canottiere, un k-way, quattro mutande ed un paio di sandali sono andata avanti quasi tre settimane.
Il lavandino c’è per lavarsi le cose, anche la lavanderia!
Bagaglio leggero e si viaggia benone, pesa di più la macchina fotografica.
Dedicata alle mie figlie che quando vanno in ferie si portano via tutto l’armadio!

Stesi sul letto di un bellissimo bungalow fronte mare nella foresta, sotto lenzuola pulitissime, con solo il naso fuori…





Non voglio partire, non sono pronta, ho bisogno di più tempo. Se prendo l’aereo qui non ci tornerò più, non ci saranno altre occasioni, vorrei che fossero i miei figli a prenderlo e poi si vedrà.
Incontrare un italiano che vive in Thailandia, qui in Vietnam, ha mosso tutto il mio sistema emotivo. Mi scendono lacrime sotto gli occhiali da sole, mentre mi allontano dalle case galleggianti dei pescatori, viaggiando su questa corriera che mi riporterà ad Hanoi per l’ultimo giorno.
PS. Le farfalle sono spettacolari, le ho rincorse per una buona mezz’ora ma non sono riuscita a fare uno scatto degno di chiamarsi scatto.


C’è sempre un sud in ogni stato, infatti Hanoi ( nord vietnam) è più cara e più ricca
Io però preferisco Saigon.



Vi presento il binario, l’unico, che collega il sud con il nord Vietnam.
Calmo lo attraversa tutto e potrebbe raccontarvi mille storie di vita quotidiana


Qui in Vietnam anche gli uomini stavolta si sono fatti onore, ma porca trota quello che vedo fare dalle donne…. Instancabili lavoratrici!









Cerchi scarpe? La prima via a dx e troverai solo negozi di scarpe; cinture? La seconda subito a sinistra; orologi? Sempre dritto; viti? Prima a dx poi a sx: spolette per cucire? Hang bac è la via; tessuti? Vai per hang anh… ecc.. ecc…
Trovi tutto ma solo in quella via
Se ti serve un paio di calzini e magari la via è a 3 km… si cammina!!!!!
Questi comunisti!



In Vietnam, la vita è la strada, succede tutto per strada.
Si mangia, ci si lava, si dorme sulle amache, si commercia, si chiacchiera, ci si innamora e si fa all’amore… no dai, per strada no.
Se Saigon è viva ad ogni ora del giorno e della notte, cambia solo volto, di giorno si lavora di notte ci si diverte, Hanoi, la capitale, ad una certa ora della notte chiude e tutti si ritirano. Passa un camioncino della polizia con un megafono e anche se non conosco il vietnamita, capisco che invita i commercianti a chiudere che è tardi e la gente tranquilla chiude, dorme ed il giorno dopo si riparte, alle prime luci dell’alba.









Più che religiosi, mi sembrano superstiziosi
Mi è venuto un colpo la prima volta che li ho visti bruciare soldi… poi ho scoperto che sono finti!


Ha voluto a tutti i costi pulirmi le scarpe per un euro, rifiutavo perché mi sembrava poco dignitoso anche se ne avevano bisogno, ma la dignità c’era nei suoi occhi mentre faceva il suo lavoro

Girano magliette con scritto: Vietnam telecom
Appropriato no?



Scegliere le foto per questo reportage, inizialmente mi è sembrato difficilissimo, poi ho semplicemente deciso di seguire il diario che avevo scritto durante il viaggio, quindi tanti scatti spontanei non sono presenti, li potrete trovare nella galleria fotografica del sito.
Se siete arrivati fin qui…… e fatevelo un bel viaggio in questo bellissimo stato!!!!
Grazie e ciao!!!