Tre settimane, io e mio marito, soprannominato “austroungarico”, a disposizione per attraversare da sud a nord il Vietnam, con una deviazione di qualche giorno in Cambogia nei templi di Angkor e un tuffo nel mare thailandese all’isola vietnamita di Phu quoc, alla fine della stagione delle piogge, con temperature vicine ai 30° ed una umidità alle stelle.
2000 km circa da percorrere liberamente con lonely planet in tasca, una piccola valigia e tutta l’attrezzatura fotografica in spalle.
L’emozione di questo bellissimo viaggio è ancora tanta, nonostante io sia a casa a scrivere questa specie di blog.
DIARIO DI VIAGGIO
Saigon
17 0tt0bre
Eh! Ci vuole coraggio… ad attraversare!!!!
Mi nascondo dietro all’austroungarico, chiudo gli occhi, incrocio le dita e… via!
Comunque, dopo qualche giorno, si impara il trucco: decisi e mai fermarsi, loro ti evitano!


17 ottobre
Saigon brulica di vita, strombazzano, corrono, trasportano tutto e tutti, siedono, ridono; gli acquazzoni sono una rinfrescata e non fermano nessuno; basta smetta ed il bagnato che hai addosso è il sudore per il caldo.
Vedere la bandiera rossa con la falce e il martello esposta in tante case e palazzi mi ha lasciata di stucco.. non so cosa pensare. Credevo fosse solo nei film.
Saigon, nonostante ribattezzata Ho Chi Minh alla fine della guerra e con la cacciata degli americani, per i vietnamiti resta sempre Saigon e così continuano a chiamarla; e per me è un nome bellissimo, musicale, sensuale.
Vado in giro con migliaia di Dong, mi sembra di maneggiare carta grossa ma poi sono solo pochi euro. Parlo io stavolta inglese, ci capiamo bene fra scarsi intenditori, sembriamo tutti usciti dallo “Speak english now!” studiato in internet… l’austroungarico è di livello alto e non lo capisce nessuno.
Mi ero ripromessa che qui avrei smesso di fumare ma niente di più bello che farsi una sigarettina seduta in questi ristorantini, lontani dai nostri modelli ma molto accoglienti… smetterò!
Respiro aria diversa e sorrido, ma per ora la mascherina non la metto anche se qui la indossano quasi tutti e non solo per non respirare gas di scarico ma anche per non riempirsi di polvere e terra sollevata dalle migliaia di motorini che invadono le strade della città.
18 ottobre
Se il lavoro nobilita l’uomo, il Vietnam ne è uno spaccato; qui tutti fanno qualcosa.




19 0tt0bre
Ho capito che il modo migliore per affrontare i viaggi sul bus è:
- Mettersi all’ultimo posto e non guardare mai avanti se non si vuole insultare l’autista che guida come se non ci fosse un domani
- Darsi al buddismo e pregare
- Stare seduti sulle poltrone come se si andasse al trotto o al galoppo
E dopo ore e ore, se sei ancora vivo, scendi sereno… solo lo stomaco,un po’ in disordine



19 ottobre
Non avrebbero mai potuto perdere la guerra, resistere per anni in quei tunnel, lunghissimi tunnel alti 1,20 mt e larghi 80 cm, tre piani di tunnel fino ad una profondità di 10 mt. Sono nati bambini in quei tunnel; resistenza in nome della libertà; no, non avrebbero mai potuto perdere la guerra.
Non ho foto decenti, non ho resistito più di qualche minuto, lì sotto

20 ottobre
I tunnel dei vietcong hanno condizionato il futuro edile per me.

Questa costruzione è un palazzo a più piani.
Ogni piano una casa
La larghezza sarà 2,5 metri
La maggior parte della gente di Saigon però, vive in garage stretti e lunghi; e l’inizio è dedicato alla loro piccola attività artigianale… aprendo le saracinesche, alle prime luci dell’alba
Saigon, oh Saigon
Bisognerebbe fermarsi 3 mesi solo da lei ma i 1700 km da percorrere prima del rientro, fan sì che per adesso le dica Ciao
Mekong
21 ottobre
L’immenso Mekong, un fiume enorme lungo circa 4000 km, uno dei maggiori in Asia. Ci vivono sul Mekong e le sue rive sono piene di baracche abitate.
E noi ci andiamo in un giorno di pioggia… siamo o non siamo nel periodo monsonico? 🙂




Can Tho e il mercato galleggiante
Veri e propri negozietti su ogni battello, le piccole barche si avvicinano per vendere i propri prodotti

Negozio di abbigliamento


22 ottobre
Le donne vietnamite?
Hanno il senso della compostezza, riservatezza, discrezione, gentilezza che manca all’80 per cento delle occidentali… me compresa.
Gli uomini? Fatico ancora a farmi un’idea.. ma del resto, ho sempre faticato.
Qui ore dieci monsone in azione!


e poi ci sono anche le alternative

Isola di Phu Quoc
22 ottobre
Io sono acqua.

22 ottobre
Ganh Dau, un paesino di pescatori, mi ha lasciata con l’amaro in bocca. Paesaggio da fiabe dei pirati, quelli buoni, con colori pastello che sembrano scelti e studiati su di una tavolozza.
Una semplice via in riva al mare piena di baracche di latta aperte con il nulla dentro, anzi l’acqua della pioggia ed un’amaca.
Gli abitanti vendono pesce che neanche nei migliori ristoranti.
La macchina fotografica non “interessa” a nessuno, pericolo non ne sento, ma è da quando sono qui in vietnam che non ne sento, in qualunque ora del giorno e della notte; qualcuno con timidezza chiede uno scatto per non vederlo mai più, altri con gentilezza dicono di non farne, nessun tentativo di venderti oggetti, un signore offre del the che a malincuore siamo costretti a rifiutare per questione igienica.
Povertà in un paradiso, dove a pochi chilometri incontri resort faraonici e discariche a cielo aperto.
E io ho l’amaro in bocca.




22 ottobre
Stati d’animo post paesino di pescatori
Austroungarico: “giornata intensa oggi, anche il tuo urlo finale, quasi liberatorio..”
In moto:
Io- rallenta che scatto una foto
Non rallenta
Io – Gentile grazie
Lui – Ma insomma cosa pretendi ecc.. ecc…
Io – Va bene basta finiscila
Lui – Se mi urli ancora una volta nelle orecchie ti pianto la moto e te ne torni da sola
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
mio boato in mezzo al nulla
Lui sbalordito, anche io pensandoci: scusatela non è a posto ( rivolto a nessuno)
Qualche km in là, scoppio a ridere, lui anche
23 ottobre
Chi volesse una bandiera si prenoti qui sotto!
Ps: sapete che fine hanno fatto le divise vietcong? Le indossano i lavoratori: stradini, carpentieri, muratori ecc.. pure il caschetto
Qui ore 9am, si torna a Saigon!

23 ottobre
Contrattazione lunga al mercato di Ben Tanh – Saigon.
La tecnica adottata è
Stabilisco quanto sono disposta a spendere per l’oggetto e non lo dichiaro, poi comincia la contrattazione che dovrebbe accontentare un po’ tutti e due, ed inizia il cinema, l’animo furbo e brillante delle donne vietnamite si mostra, ed a rendere la cosa comica è il nostro inglese elementare ma molto chiaro.
L’austroungarico fa la parte dell’insofferente ed al mio segnale segreto dice stop finito, oltre non si va.
O la va o la spacca
Tre ore per 4 cosine, sudando…
E’ stato divertente!



Cambogia
Stato molto povero, con una storia terribile alle spalle , verdissimo
24 ottobre
La Cambogia mi pare un contrasto continuo, passi da situazioni simili a Rimini ( centro Siem Reap) ai tempi passati, dove si vive su palafitte di paglia e si alleva o si coltiva.
PS: pensavo di finire nel centro della spiritualità, invece mi ritrovo in un pub a mangiare hamburger con bassi della musica house che pompano nelle mie orecchie
Strano il mondo!





Donne al lavoro

Templi di Angkor – Cambogia
25 ottobre
Pensavo di arrivare ad Angkor e ricvevere una folgorazione spiritual-buddista ed invece niente, mi tocca rimanere atea. Businessman in ogni angolo
Non sono riuscita neanche a sentirmi ispirata fotograficamente.. per quanto maestose, la butto sempre sul lato umano e non geometrico edilizio e quindi penso: ma chissà quanta gente è morta per costruire questa immensità…
Conclusione: me la rovino..la gita
E’ da quando sono arrivata che non vedo che turisti occidentali, sono tutti qui
Insomma vorrei scappare..
Ho chiesto al touk touk autista se fosse possibile visitare un villaggio cambogiano, mi ha proposto il giro turistico usi e costumi khmer, un po’ come andare a minitalia.
…qui si paga solo in dollari e pensano che siamo tutti americani, solo io e lui potevamo cambiare in real ed è un “casino” tutte le volte, anche solo per una bottiglietta d’acqua
No, non è così che voglio continuare questo viaggio… e l’austroungarico è d’accordo
Come in google maps: ricalcolo del percorso
Aldilà di ciò che penso io, questo è un posto unico al mondo







Villa di testa con giardino affittasi… 🙂

25 ottobre
Un cult
Piatto tipico Khmer
(scatto cell)
Li assaggereste? Qualche zampetta si incastra fra i denti

26 ottobre
I monsoni ormai ci fanno un “baffo” (non li temiamo), come si dice dalle mie parti! E arrivano sempre al tramonto…


26 ottobre
Qualcuno mi chiedeva bellezze al maschile…
E ci sono, non tantissime…! Il problema sta nell’altezza


26 ottobre
A caccia di rane e non solo…





E invece delle rane trova….






to be continued…